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Un episodio sconcertante ha avuto luogo a Belluno, dove un bambino di undici anni è stato costretto a percorrere sei chilometri a piedi nella neve. Questo accadimento si è verificato dopo che l’autista di un autobus ha fatto scendere il ragazzo a causa della mancanza del biglietto corretto. L’episodio ha sollevato interrogativi sulle politiche aziendali e sulle responsabilità degli autisti nei confronti dei minori.
La vicenda che ha scosso Belluno
Salvatore Russotto, l’autista coinvolto, ha dichiarato di trovarsi sotto pressione lavorativa e di non aver considerato le conseguenze delle sue azioni. L’undicenne, al ritorno da scuola, si era presentato con un carnet di biglietti da 2,50 euro, mentre avrebbe dovuto avere un biglietto olimpico del valore di 10 euro. L’autista, seguendo le direttive aziendali, ha deciso di farlo scendere, senza considerare che si trattava di un minore.
Le scuse dell’autista
Russotto ha espresso rammarico per quanto accaduto, affermando: “Mi fa male il cuore. A mente fredda, riconosco il mio errore. Avrei dovuto pagare io il biglietto piuttosto che lasciarlo andare solo nella neve”. Il suo mea culpa evidenzia il conflitto tra le regole aziendali e le responsabilità morali verso i passeggeri più giovani.
Il punto di vista della famiglia
La madre del bambino, Sole Vataro, ha descritto un quadro allarmante. Il piccolo è arrivato a casa infreddolito e scosso, avendo affrontato un viaggio di un’ora sotto la neve, con due zaini sulle spalle e la luce che calava rapidamente. Ha commentato: “È inaccettabile che i bambini debbano affrontare tali difficoltà per un errore così banale”.
Reazioni della comunità
La vicenda ha suscitato una forte reazione nella comunità locale, portando a una riflessione più ampia sulle difficoltà degli autisti e sulle politiche delle aziende di trasporto. Molti residenti si sono schierati dalla parte della famiglia, chiedendo un maggiore supporto educativo per gli autisti, affinché situazioni simili non si ripetano. I cittadini hanno espresso il desiderio di vedere politiche più umane e flessibili quando si tratta di minori.
Proposte per il futuro
Alla luce di questo episodio, la Fondazione Milano Cortina 2026 ha offerto al bambino un ruolo nella Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi, come gesto di solidarietà e per trasformare una brutta esperienza in un ricordo positivo. La famiglia ha accolto con entusiasmo questa proposta, evidenziando l’importanza di considerare il benessere dei ragazzi.
Dolomiti Bus, il gestore del servizio, ha avviato un’indagine interna per chiarire le circostanze della vicenda. L’azienda ha promesso di migliorare le linee guida per i propri autisti. La speranza è che, attraverso la formazione e una maggiore sensibilità, si possano evitare futuri incidenti simili.
Questo episodio ha messo in luce non solo le difficoltà con cui si confrontano gli autisti, ma anche l’importanza di una maggiore attenzione nei confronti dei minori. Le aziende di trasporto pubblico sono chiamate a rivedere le loro politiche per garantire che situazioni del genere non accadano mai più.

