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Céline, un’appassionata video giornalista, è entrata a far parte della redazione di swissinfo.ch nel 2018, freschissima di laurea dall’Accademia di Giornalismo e Media dell’Università di Neuchâtel. Originaria del Ticino, ha iniziato la sua avventura nel mondo del giornalismo all’età di 11 anni, quando ha ricevuto il suo primo tesserino stampa durante un’escursione scolastica. Da quel momento, sembra che il suo destino fosse segnato, e ora si dedica a scrivere, filmare e intervistare persone in tutta la Svizzera.
La basilica di Notre-Dame de Valère
Situata in posizione panoramica su una collina, la basilica di Notre-Dame de Valère è una delle meraviglie storiche della Svizzera. La sua imponente struttura si erge sopra la città di Sion, capitale del canton Vallese, creando un’atmosfera di sacralità e mistero. Costruita a partire dal XII secolo, la basilica non è solo un luogo di culto, ma anche un custode di un tesoro musicale: l’organo più antico del mondo ancora funzionante.
Un organo straordinario
Questo straordinario strumento, che risale attorno al 1430, ha una storia di sopravvivenza che potrebbe sembrare miracolosa. Grazie a restauri e migliorie nel corso dei secoli, l’organo è diventato un’attrazione di fama mondiale. Edmond Voeffray, l’attuale organista della basilica, racconta che quando si presenta come originario del Vallese, la reazione comune è: “Ah! Valère!”.
La guida degli organi vallesani
Il canton Vallese, con i suoi 250 organi, è un vero e proprio tesoro per gli appassionati di musica. Recentemente, è stata pubblicata una guida che mette in evidenza 20 di questi strumenti, documentando 600 anni di storia musicale. Ovviamente, l’organo di Valère occupa un posto speciale, attirando l’attenzione sia dei lettori che dei visitatori.
Ciò che rende l’organo di Valère unico è la sua storia. Nonostante appartenga alla tradizione borgognona, non si conosce il suo costruttore. Tuttavia, la sua salvezza è legata a un evento atmosferico: un incendio a Sion alla fine del XVIII secolo, che ha risparmiato la collina di Valère grazie alla direzione del vento, permettendo così alla basilica e al suo prezioso organo di sfuggire alla distruzione.
Resilienza di fronte alle avversità
Oltre a essere sfuggito alle fiamme, l’organo ha resistito a guerre e conflitti che hanno attraversato l’Europa. Edmond Voeffray sottolinea che il periodo della Rivoluzione francese è stato particolarmente devastante per molte chiese e i loro organi. La difficoltà di accesso alla collina di Valère ha, in un certo senso, funto da scudo protettivo per la basilica e le sue opere d’arte.
Valore iconografico e tradizione organistica
L’importanza dell’organo di Valère non si limita alla sua antichità, ma si estende anche al suo valore iconografico. Le due ante dell’organo, adornate con dipinti che raffigurano il matrimonio mistico di Santa Caterina e l’incontro di Maria Maddalena con Cristo risorto, sono opera di Peter Maggenberg, un artista del XV secolo. Questo elemento visivo racconta una parte della fede cristiana e arricchisce ulteriormente il patrimonio culturale della basilica.
La tradizione organistica nei Paesi germanici è ben nota, ma la Riforma protestante ha portato a significative distruzioni. In Svizzera, molte chiese e i loro organi sono stati distrutti, considerati come “cornamuse del diavolo”. Tuttavia, il Vallese, un cantone a forte impronta cattolica, ha visto prosperare la costruzione di organi, in particolare nel XVIII secolo, grazie a famiglie come i Carlen e i Walpen.
Un’eredità che continua
La dinastia Carlen ha esteso la sua attività fino a Chicago, dove uno dei suoi discendenti ha continuato il lavoro fino al 1960. Nello stesso periodo, Hans-Jakob Füglister ha fondato la sua manifattura ad Arbaz, che oggi è rinomata a livello internazionale per il restauro e la costruzione di organi.
Ogni anno, la basilica di Notre-Dame attira numerosi visitatori e appassionati di musica, curiosi di ascoltare l’organo. Nel 1969, è stato istituito un Festival internazionale dell’organo di Valère, che accoglie talenti da tutto il mondo. Durante il festival, organisti di fama internazionale si esibiscono, facendo vibrare l’aria con melodie che sfumano tra sacro e profano.
In questo contesto, Edmond Voeffray riflette sul repertorio musicale, notando come compositori come Mendelssohn, spesso associati alla musica sacra, abbiano creato opere per contesti diversi, come la “Marcia nuziale” originariamente composta per il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Questo dimostra come i confini tra musica sacra e profana possono essere sfumati.
In Svizzera, i compositori contemporanei per organo sono rari, e spesso ci si deve rifare al repertorio del XX secolo per trovare opere significative. L’organo di Valère, con la sua ricca storia e il suo patrimonio musicale, continua a essere un simbolo di resilienza e cultura.
