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Il conflitto in Ucraina e la pressione umanitaria in Moldova hanno lasciato molte famiglie senza accesso a beni essenziali come cibo, acqua potabile e assistenza sanitaria. Per rispondere a queste necessità, Azione Contro la Fame, con il supporto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), ha avviato un programma di emergenza che combina interventi diretti con il rafforzamento delle capacità locali.
Il progetto adotta un approccio multisettoriale che cerca di intervenire contemporaneamente su più fronti: salute, nutrizione, acqua e igiene e supporto psico-sociale. Finora le attività hanno beneficiato oltre 65.600 persone vulnerabili, con azioni calibrate sulle zone più toccate dal conflitto.
Interventi diretti per sicurezza alimentare e nutrizione
Per sostenere la capacità delle famiglie di nutrirsi, l’organizzazione ha distribuito pasti caldi e buoni spesa, pensati per chi vive in rifugi privi di cucine o mezzi di cottura. In aree come Kharkiv e Dnipro, le attività vengono svolte insieme a partner locali per garantire una copertura rapida e contestualizzata. Nella componente di sostentamento e sicurezza alimentare sono state raggiunte 1.155 persone, ricevendo beni e strumenti per ripristinare una dieta adeguata e ridurre il rischio di malnutrizione.
Distribuzione di alimenti e voucher
L’uso di voucher e buoni consente alle famiglie di scegliere i cibi più adatti alle proprie esigenze, favorendo al tempo stesso il mercato locale. Questa modalità viene affiancata alla consegna di pasti pronti per le situazioni più critiche: un mix di interventi pensato per rispondere sia alle necessità immediate che per sostenere un graduale ritorno all’autonomia. Il meccanismo è supportato da monitoraggi continui per adattare gli aiuti ai bisogni reali.
Programmi per la prima infanzia e allattamento
In Moldova la collaborazione con Mamica Alapteaza ha permesso di offrire consulenze individuali e di gruppo alle madri nei centri di accoglienza e nelle comunità. Vengono distribuiti prodotti specifici come tiralatte e latte artificiale, oltre a buoni per alimenti per neonati, per tutelare la nutrizione dei più piccoli. In Ucraina si sono svolte attività formative rivolte a donne in gravidanza e in allattamento per migliorare la nutrizione sin dalle prime fasi della vita.
Rafforzamento dei servizi sanitari e risposta medica
Il conflitto ha interrotto il funzionamento di molte strutture sanitarie: per questo motivo sono state selezionate otto strutture di assistenza primaria nelle regioni di Sumy e Kharkiv, con l’estensione dei Memorandum d’Intesa firmati con i Dipartimenti di Salute locali per assicurare la continuità operativa. Le azioni includono la fornitura di materiali, la ristrutturazione di spazi e la formazione del personale per rispondere alle esigenze mediche più urgenti.
Cliniche mobili e formazione di primo soccorso
Per raggiungere villaggi isolati vengono impiegate cliniche mobili che portano servizi sanitari direttamente nei luoghi più difficili da raggiungere. Parallelamente, sono stati formati operatori non sanitari, come personale di teatri, metropolitane e università, al primo soccorso per aumentare la prontezza della comunità a fronte di emergenze e salvare vite.
Presenza storica, partenariato locale e sostenibilità
Azione Contro la Fame è attiva in Ucraina dal 2014 e, nonostante la chiusura del country office nel periodo 2018-2026, ha mantenuto interventi mirati per supportare le popolazioni colpite. Solo nel 2026 il programma ha raggiunto oltre 17.000 persone in Ucraina. L’obiettivo non è limitarsi alla risposta immediata, ma costruire una strategia di lungo termine che rafforzi la resilienza e l’autonomia dei partner locali.
Attraverso il lavoro quotidiano con autorità locali e organizzazioni partner, il progetto mira a lasciare competenze e strutture in grado di proseguire le attività anche dopo il ritiro degli aiuti di emergenza. Il modello combina interventi d’urgenza con investimenti nel capitale umano e nelle infrastrutture, per promuovere una ripresa sostenibile e duratura nelle comunità colpite.

