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La serie Adrian è un progetto animato ideato, scritto e diretto da Adriano Celentano che affronta in chiave distopica temi come la lotta per la libertà, la difesa della bellezza e le disuguaglianze sociali. Trasmessa su Canale 5 con prima messa in onda tra il 21 gennaio e il 5 dicembre 2019, la serie è stata presentata come un evento televisivo accompagnato da uno show live chiamato Aspettando Adrian e successivamente Adrian Live – Questa è la storia….
Dietro l’apparente semplicità del cartone c’è una produzione complessa: la realizzazione ha coinvolto studi di più continenti e migliaia di disegnatori, con oltre 10.000 scene animate. I nomi chiave includono il character design di Milo Manara e le musiche di Nicola Piovani, mentre la supervisione dei testi fu affidata a Vincenzo Cerami. Il progetto, lungo e travagliato, ha richiesto una gestazione decennale e costi che la stampa ha stimato tra i 20 e i 28 milioni di euro.
Trama e universo narrativo
La storia è ambientata nel 2068 in un’Italia governata da un potere fittamente democratico ma corruttissimo, controllato dietro le quinte dal palazzinaro e mafioso Dranghestein. Al centro del racconto c’è Adrian, un orologiaio che vive in via Gluck a Milano e che, insieme alla compagna Gilda, contrasta l’omologazione con l’obiettivo di restituire bellezza e serenità alla vita quotidiana. Adrian assume identità segrete – il travestimento di Darian e il vigilante mascherato la Volpe – e diventa il simbolo di una ribellione che si estende dalla strada al palcoscenico.
I conflitti principali
La trama intreccia tentativi di insabbiamento da parte del governo, false accuse di terrorismo e una caccia all’uomo che mette in gioco la libertà di folla e singoli. L’opera esplora anche crimini sociali come violenza sulle donne, inquinamento e speculazione edilizia, presentati con toni a volte espliciti e polemici, amplificando il confronto tra potere e resistenza.
Personaggi e interpretazioni
Il cast vocale include lo stesso Adriano Celentano come protagonista e voci note per i ruoli secondari: Gilda è doppiata da Emanuela Rossi, le sorelle Anidride e Carbonica da Giuliana Nanni e Grazia Migneco, e il villain Dranghestein da Claudio Moneta. Tra gli altri: Orso e Carbone sono gli agenti che inizialmente danno la caccia a Adrian, mentre Johnny Silver è la rockstar che lo scopre sul palco.
Il narratore e le figure giovani
La voce narrante è quella di Augusto Di Bono, e nel finale si scopre che il narratore è il futuro Marco, hacker quattordicenne allievo dell’Orologiaio, che racconta le vicende ai suoi nipoti. Personaggi come Buba, ragazzo africano, e il giornalista Oscar integrano il quadro sociale e politico della serie.
Produzione, iter e broadcast
Il progetto ha radici lontane: Celentano pensava già a un cartone nel 2005; l’accordo con Sky è datato 2009 ma la collaborazione saltò tra contese legali e ritardi, portando alla rescissione del contratto nel 2012. Dopo anni di trattative e cambi di produzione, Mediaset riprese il progetto e lo portò su Canale 5 a partire dal 21 gennaio 2019. In origine erano previsti 26 episodi da circa 22 minuti, poi rimontati in 9 puntate serali della durata 55-70 minuti per un totale di 604 minuti.
Team tecnico e numeri
La produzione coinvolse Clan Celentano, Beijing New Century Wit Technologies, Green Dreams Investments e, seppure non accreditato, lo Studio SEK; il doppiaggio italiano fu diretto da Patrizia Salmoiraghi nello studio Sample – Milano. La realizzazione coinvolse animatori in Asia, Africa ed Europa, con contributi di professionisti come Milo Manara e Nicola Piovani.
Accoglienza, critiche e controversie
La serie ottenne un avvio promettente sul piano d’interesse ma registrò un rapido calo d’ascolti: la prima puntata segnò circa 4.544.000 spettatori (19,07% di share), mentre la media complessiva si attestò intorno a 2.072.000 spettatori e il 10,73% di share. Critici e pubblico attaccarono ritmo, autoreferenzialità e alcuni contenuti: vennero citate scene erotiche in prima serata e battute ritenute di colpevolizzazione delle vittime. Anche Milo Manara prese le distanze da alcuni utilizzi dei suoi disegni.
Impatto e eredità
Oltre alle critiche, Adrian è diventato fonte di meme e di un certo culto del trash tra i più giovani, polarizzando opinioni. Dal punto di vista industriale resta l’esempio di una produzione ambiziosa con una lunga genesi legale e artistica, e di come un progetto mediatico possa trasformarsi in fenomeno pubblico ben oltre i dati d’ascolto.

