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Negli ultimi anni, si è assistito a un paradosso crescente tra i giovani: una generazione sempre più connessa tramite dispositivi digitali, ma al contempo sempre più sola. Questo fenomeno è emerso chiaramente da un’indagine realizzata in occasione del Safer Internet Day 2026, condotta da Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre Italiano, in collaborazione con diverse università italiane.
Il campione di 1.630 studenti delle scuole secondarie ha rivelato un cambiamento significativo nei modi in cui gli adolescenti cercano supporto emotivo, suggerendo che la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, sta assumendo un ruolo centrale nelle loro vite.
Il comfort delle interazioni artificiali
Un dato che colpisce è la cosiddetta digitalizzazione delle emozioni: il 26% dei giovani intervistati ha dichiarato di utilizzare chatbot e intelligenza artificiale per esprimere le proprie emozioni e confidarsi, soprattutto nei momenti di crisi. Inoltre, quasi la metà degli intervistati ha amici che ricorrono a questi strumenti per parlare dei loro problemi personali.
Perché scegliere un chatbot anziché un amico?
Le motivazioni che spingono gli adolescenti a preferire un algoritmo a una persona reale sono molteplici. Per il 65% dei partecipanti, interagire con l’IA offre un’opportunità di libertà emotiva, consentendo di esprimersi senza timore di giudizio. Questo comportamento evidenzia un vuoto relazionale che la tecnologia cerca di colmare, ma che rischia di disabituare i giovani al confronto diretto e autentico.
Relazioni digitali e controllo
Le relazioni interpersonali, mediate dai social network, stanno assumendo forme sempre più intrusive. I dati mostrano un aumento delle richieste di controllo tra i partner adolescenti: il 18% dei ragazzi ha ricevuto richieste dai propri partner per condividere il codice di sblocco del proprio smartphone, mentre il 14% è stato invitato a condividere la propria posizione GPS in tempo reale.
Un amore malato?
Queste dinamiche trasformano relazioni che dovrebbero essere spazi protetti in situazioni di possessività e controllo, anticipando potenziali forme di violenza. In questo contesto, l’IA si presenta come un rifugio, poiché non richiede password e non emette giudizi, apparendo come un luogo di libertà per i giovani.
La gestione del tempo online
Un aspetto positivo emerge dalla gestione del tempo trascorso online: sebbene la presenza digitale rimanga significativa, il tempo dedicato ai social è tornato ai livelli pre-pandemia. Solo il 38% degli adolescenti afferma di passare più di cinque ore al giorno online, mentre il 19% riesce a limitarsi a meno di due ore.
Le motivazioni per il tempo speso online stanno cambiando: sebbene il 40% degli studenti sia interessato a seguire le vite di celebrità e influencer, la metà degli intervistati utilizza i social come un semplice riempitivo, contribuendo a una noia digitale che alimenta la sensazione di solitudine. Nonostante la continua connessione, il 75% degli adolescenti si sente spesso solo.
La consapevolezza e il bisogno di competenze
È interessante notare che il principale motivo per la presenza online è tenersi informati, con il 60% degli studenti che riconosce l’importanza di un’informazione corretta e regolata. Tuttavia, c’è una crescente consapevolezza tra i giovani riguardo alla loro esposizione online: l’84% ritiene di passare più tempo davanti allo schermo di quanto vorrebbe.
La richiesta di apprendere come gestire il tempo online è forte, con il 62% degli studenti che desidera imparare a limitare la propria presenza digitale. Per migliorare la qualità del tempo trascorso online, è essenziale investire nella formazione, specialmente riguardo all’uso dell’IA, che è sempre più presente anche nelle pratiche didattiche.
Il ruolo della scuola
Il campione di 1.630 studenti delle scuole secondarie ha rivelato un cambiamento significativo nei modi in cui gli adolescenti cercano supporto emotivo, suggerendo che la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, sta assumendo un ruolo centrale nelle loro vite.0
Il campione di 1.630 studenti delle scuole secondarie ha rivelato un cambiamento significativo nei modi in cui gli adolescenti cercano supporto emotivo, suggerendo che la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, sta assumendo un ruolo centrale nelle loro vite.1

