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Nel cuore del centro storico di Cittadella prende forma un appuntamento che intreccia memoria e attualità: la Festa dei Veneti arriva alla sua 21ª edizione con un programma pensato per valorizzare la cultura veneta e stimolare il confronto sul futuro del territorio. Il sindaco Luca Pierobon ha presentato l’iniziativa evidenziando come la manifestazione sia concepita come una celebrazione storica e culturale, non come un evento di natura politica, pur riconoscendo il ruolo centrale dei temi come autonomia e federalismo nel dibattito pubblico attuale.
L’organizzazione è curata dall’associazione culturale Veneto Nostro, guidata da Alberto Montagner, che sottolinea il legame tra radici storiche e prospettive future: la festa intende difendere il diritto all’autodeterminazione come parte dell’identità dei veneti, mettendo a fuoco anche le informazioni fuorvianti diffuse dagli oppositori di questo processo. L’evento è pensato per essere accessibile alla cittadinanza con ingresso libero, richiamando appassionati di storia, famiglie e curiosi desiderosi di approfondire il passato e il presente della regione.
Il significato culturale della manifestazione
La Festa dei Veneti non è solo una rievocazione: rappresenta un laboratorio di idee dove si intrecciano memoria, patrimonio e proposte per il futuro. Nel presentare l’evento, l’amministrazione ha voluto ribadire la dimensione civile della manifestazione, richiamando l’attenzione su come la tutela delle tradizioni possa convivere con l’analisi delle sfide istituzionali. Le parole usate dagli organizzatori intendono fornire al pubblico strumenti di comprensione, contro la disinformazione e le strumentalizzazioni, e promuovere una riflessione consapevole sul ruolo del Veneto nel contesto più ampio della governance nazionale.
Identità e autodeterminazione
Al centro del dibattito figurano temi sensibili come la autodeterminazione e l’identità regionale: concetti che gli organizzatori interpretano in chiave culturale, spiegando come la conoscenza storica sia la base per sostenere il diritto all’autodeterminazione come valore condiviso. Identità viene proposta qui non come chiusura ma come radice da cui partire per confrontarsi con le istituzioni e la società civile; il confronto pubblico durante la festa vuole chiarire equivoci e presentare argomentazioni documentate, evitando slogan e semplificazioni.
Programma del weekend e appuntamenti principali
Il calendario prevede momenti rivolti a pubblici differenti: sabato l’apertura degli stand delle associazioni culturali alle 18 in piazza Luigi Pierobon segnerà l’avvio delle attività, seguita dall’inaugurazione del restauro del Leone marciano sul monumento ai Caduti in piazza Monsignor Luigi Rossi. In serata è in programma il concorso di bellezza e eleganza Miss Serenissima, valido per il concorso Miss Red Carpet 2026, con inizio previsto alle 20.30. Le iniziative sono pensate per coinvolgere famiglie e giovani, combinando intrattenimento e contenuti culturali.
Eventi domenicali e incontri di approfondimento
Domenica il centro storico ospiterà animazioni e spettacoli a partire dalle 16, con la sfilata dei gruppi storici alle 16.30, l’alzabandiera sul pennone e i saluti delle autorità. Alle 17.30 è previsto un convegno sul tema dell’autodeterminazione con gli interventi di Leonardo Facco, del professor Marco Bassani e di Antonino Trunfio. Seguirà la presentazione del libro “Malefici” dell’autore e giornalista Francesco Borgonovo, in dialogo con Lorenzo Del Boca. La festa si concluderà con uno spettacolo serale dalle 20.30 alle 22.30.
Il restauro del Leone marciano: storia e intervento conservativo
Il recupero del Leone marciano è uno degli elementi simbolici di questa edizione: l’opera, datata al XVI secolo, orna la sommità della colonna che costituisce il monumento ai caduti della prima guerra mondiale. Il restauro, finanziato con un investimento complessivo di 20.000 euro di cui 5.000 euro concessi dalla Regione tramite un bando per la salvaguardia dei beni mobili di valore storico e artistico, restituisce alla comunità un elemento che evoca la fedeltà alla Serenissima e la storia cittadina.
Il Leone, che resistette alle distruzioni ordinate da Napoleone dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, è uno dei tre simboli leonini ancora presenti a Cittadella: oltre a quello restaurato, sono conservati esemplari sul portale di Palazzo Pretorio e nella sede del Palazzo della Loggia. Il leone posto sulla colonna, collocato nel 1923, assume così un valore speciale e la sua piena fruibilità sarà una delle eredità tangibili lasciate dall’edizione della festa, pronta a essere ammirata dalla cittadinanza fin dall’inaugurazione.

