Corrado: storia di un volto tra radio, tv e varietà

Una sintesi della carriera di Corrado: gli esordi in radio, l'approdo in Rai, i programmi cult e il lascito televisivo che ancora sopravvive

Corrado Mantoni, noto semplicemente come Corrado, è stato uno dei volti e delle voci più riconoscibili del XX secolo in Italia. Nato a Roma il 2 agosto 1924, figlio di genitori marchigiani originari di Fano, si formò in un contesto colto che lo portò al liceo classico Mamiani e poi alla facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza. La sua carriera iniziò in radio durante e dopo la guerra: entrato nelle trasmissioni alleate dopo la liberazione di Roma, passò all’EIAR e poi alla Rai, dove la sua dizione e cultura lo resero presto annunciatore ufficiale di eventi memorabili, tra cui l’annuncio della resa tedesca il 9 maggio 1945 e la proclamazione della Repubblica al referendum del 2 e 3 giugno 1946. Questo background radiofonico gli fornì la cifra stilistica che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita professionale.

Dal microfono al piccolo schermo: i primi passi e l’affermazione

Nel dopoguerra Corrado consolidò la sua fama alternando attività di annunciatore, doppiatore e conduttore: fu presente nei cinegiornali e lavorò con nomi come Sergio Zavoli e Luca Di Schiena. L’adozione del solo nome di battesimo come marchio artistico nacque su consiglio di colleghi e gli valse il soprannome scherzoso di “lo scognomato”. La sua transizione alla televisione avvenne già agli albori del mezzo: partecipò a sperimentazioni televisive alla Triennale di Milano e portò in video programmi nati in radio, fra cui lo storico Rosso e nero. Negli anni successivi condusse trasmissioni che contribuirono a definire il varietà televisivo italiano: da Un due tre a Music Hall, fino a format nazionali come Miss Italia, in cui la sua figura divenne punto di riferimento per generazioni di spettatori.

Collaborazioni, autorialità e il ruolo di talent scout

Corrado non si limitò a condurre: firmò molte sceneggiature e format con lo pseudonimo Corima, nato dall’unione dei nomi suoi e del fratello Riccardo Mantoni. In questa veste scoprì e sostenne numerosi artisti, contribuendo alla popolarità di figure come Alberto Sordi e Raffaella Carrà e lanciando nuovi talenti attraverso il Rally canoro e spazi dal vivo. La sua capacità di leggere il gusto del pubblico e di integrare momenti culturali nelle trasmissioni di intrattenimento lo rese autore e conduttore innovativo, capace di alternare leggerezza e pagine di impegno televisivo.

Programmi simbolo e momenti chiave della carriera

Tra i programmi che meglio rappresentano la sua eredità figurano Domenica in, ideata e condotta per tre edizioni a partire dal 1976, che raggiunse punte d’ascolto di 18 milioni, e La Corrida, ripresa con successo su Mediaset e divenuta il suo cavallo di battaglia. Fu anche alla guida del Festival di Sanremo nella sua edizione del 1974 e di molte edizioni di Un disco per l’estate. Nel 1982 la sua finale di Fantastico 3, richiesta da Raffaella Carrà, raggiunse numeri record con 27 milioni di spettatori: episodi come questo consolidarono il suo ruolo di conduttore capace di aggregare grandi platee televisive e palcoscenici diversi.

Incidenti, recuperi e gli anni con Mediaset

La sua vita professionale fu segnata anche da eventi drammatici: la notte del 13 luglio 1978 Corrado rimase coinvolto in un grave incidente automobilistico sull’autostrada Roma-Civitavecchia, riportando la frattura del collo del femore destro, mentre la giovane soubrette Dora Moroni riportò ferite gravissime che la tennero in coma per mesi; la sua compagna Marina Donato rimase illesa. Nonostante ciò proseguì l’attività televisiva, passò a Fininvest nel 1982 e lavorò a programmi di grande successo come Il pranzo è servito e la versione televisiva de La Corrida, confermando la sua capacità di lettura del pubblico anche su nuovi canali.

Ultimi anni, riconoscimenti e lascito

Corrado concluse la carriera lasciando un patrimonio di format tuttora riproposti e numerosi riconoscimenti: dal Telegatto a premi di critica come quello di Chianciano nel 1983. Dopo una vita professionale intensa sposò Marina Donato il 27 giugno 1996 e si ritirò progressivamente dalla conduzione; il commiato televisivo più toccante fu l’ultima puntata de La Corrida, il 20 dicembre 1997, quando recitò una poesia visibilmente commosso. Ricoverato per un peggioramento di un carcinoma ai polmoni diagnosticato «a gennaio», morì il 8 giugno 1999 nella clinica Villa Margherita di Roma. Il suo nome resta associato a innovazione, capacità di sintesi tra popolare e colto e a un modello di conduttore che è stato al tempo stesso autore, regista e scopritore di talenti.

Oggi il suo lascito è visibile non solo negli archivi e nei riconoscimenti postumi, ma anche nella persistenza di format come Domenica in e La Corrida, che continuano a far discutere e appassionare il pubblico. La scelta di firmare le sue opere con il marchio Corima e di mescolare ironia, eleganza e mestiere professionale ha reso Corrado una figura di riferimento nella storia dei media italiani, ricordata per la voce, lo stile e la capacità di intercettare il gusto del pubblico lungo cinque decenni di attività.

Scritto da AiAdhubMedia

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