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I fatti sono questi: ieri sera, il mondo della tricologia ha subito una grande perdita con la morte di Cesare Ragazzi, imprenditore noto per le sue innovative soluzioni contro la calvizie. La sua carriera iniziò negli anni ’70, diventando celebre grazie alla creazione di una protesi tricologica non invasiva. Ragazzi, 83 anni, si trovava nella sua residenza a Bologna al momento del decesso.
I fatti
La storia di Cesare Ragazzi inizia in una piccola cantina a Bazzano nel 1968, dove fondò il suo primo laboratorio. La sua passione per la musica lo portò a far parte di un gruppo chiamato I Vagabondi, ma una crisi personale legata alla perdita dei capelli lo spinse a esplorare soluzioni per la calvizie. Questa situazione si trasformò in un’opportunità imprenditoriale che lo portò a brevettare un dispositivo innovativo per il trapianto di capelli, cambiando per sempre il volto del settore.
Le conseguenze
Negli anni ’80, Cesare Ragazzi divenne un volto noto grazie alla crescente diffusione delle televisioni private. Le sue pubblicità, in cui mostrava come la sua protesi potesse resistere a qualsiasi situazione, da un bagno in piscina a una corsa in bicicletta, catturarono l’attenzione del pubblico. Il suo motto «Salve, sono Cesare Ragazzi, mi sono messo in testa un’idea meravigliosa» divenne un fenomeno di costume.
Il contesto
La sua clientela includeva anche personaggi famosi, come atleti e celebrità della televisione, sebbene molti di loro non abbiano mai ammesso pubblicamente di aver fatto uso dei suoi servizi. Ragazzi stesso scherzava sul fatto che i suoi clienti avrebbero confessato più facilmente di aver commesso un omicidio piuttosto che di aver fatto un trapianto di capelli. Tuttavia, uno dei suoi clienti celebri, Massimo Boldi, ha recentemente confermato di essere stato uno dei primi a provare i suoi impianti, descrivendo un’esperienza potenzialmente disastrosa.
Malgrado il suo successo, la situazione economica della sua azienda cambiò drasticamente. Nel 2008, dopo aver aperto 80 centri in Italia e 8 all’estero, la società fondata da Cesare Ragazzi dichiarò fallimento. Un fondo d’investimento inglese acquisì l’azienda sei anni fa, ma Ragazzi non si è mai arreso, continuando a sviluppare nuove soluzioni per la calvizie.
Ragazzi lascia la moglie Marta e i suoi tre figli: Nicola, Simona e Alessia. È anche nonno da due anni e, nel corso della sua vita, ha condiviso momenti con i suoi cari, immortalati in fotografie. La sua eredità nel mondo della tricologia rimarrà indelebile, rappresentando un esempio di innovazione e determinazione.

