Salta al contenuto
6 Ottobre 2026

Addio a Marco Blaser, pionere della RSI e della TV italiana in Svizzera

Addio a Marco Blaser, il pioniere che ha plasmato radio e televisione del Ticino per quasi cinque decenni.

Addio a Marco Blaser, pionere della RSI e della TV italiana in Svizzera

Marco Blaser, una delle personalità più riconosciute della radiotelevisione della Svizzera italiana è venuto a mancare all’età di 91 anni dopo una lunga malattia. Il suo trapasso segna la conclusione di una vita interamente dedicata alla comunicazione, dal microfono della radio alle cabine di regia della televisione. L’annuncio della sua scomparsa ha subito suscitato commozione tra i colleghi, gli spettatori e le istituzioni culturali del Canton Ticino.

Originario di Lugano, nato nel 1935 in una famiglia legata al settore alberghiero, Blaser ha scelto la strada del giornalismo prima di compiere vent’anni. La sua passione per le onde radiofoniche lo ha portato a entrare a far parte di Radio Monteceneri nel dicembre 1954, dove ha iniziato a sperimentare il ruolo di annunciatore e redattore. Questo primo passo lo ha inserito nel cuore della nascente scena mediatica ticinese, aprendo la strada a una carriera che avrebbe accompagnato la televisione fin dalle sue prime trasmissioni.

Gli esordi nella radio e l’avvio nella televisione

Durante i primi anni ‘50, Blaser ha ricoperto diversi compiti a Radio Monteceneri, dalla cronaca locale alle coperture di eventi culturali come il Festival del cinema di Locarno. Il 18 giugno 1958, quando la televisione della Svizzera italiana iniziò a trasmettere il suo primo telegiornale, l’allora RTSI affidò a Blaser la gestione della sezione sportiva. Pioniero della televisione in lingua italiana partecipò come collaboratore alla nascita di programmi che avrebbero poi definito il panorama informativo regionale.

Il primo telegiornale in lingua italiana

Il debutto televisivo avvenne con la diretta del consigliere federale Giuseppe Lepori, un evento che Blaser coprì in radio poco prima di passare in televisione. La sua presenza dietro la telecamera, con il tipico paio di occhiali dalla montatura scura, divenne rapidamente familiare al pubblico ticinese. Grazie alla sua capacità di intervistare sia personaggi di spicco che cittadini comuni, il giovane giornalista contribuì a rendere la nuova emittente un punto di riferimento per l’informazione locale.

Innovazione programmatica e grandi cronache

Negli anni ’60 e ’70, Blaser ampliò il proprio ruolo da semplice conduttore a autore, produttore e ideatore di format. La sua creazione più famosa è Il Regionale un telegiornale che divenne la principale fonte di notizie per la Svizzera italiana. Parallelamente, condusse servizi su temi culturali, musicali e sportivi, coprendo eventi di portata internazionale come l’assassinio di John F. Kennedy, il disastro del Vajont, l’allunaggio del 1969 e le Olimpiadi di Messico 1968, dove guidò la delegazione televisiva dell’emittente.

Nel 1971, Blaser realizzò una delle prime produzioni a colori della regione, in occasione dei campionati mondiali di ciclismo a Mendrisio. L’esperienza lo portò a sperimentare nuovi linguaggi visivi e a lanciare programmi di intrattenimento come Amichevolmente che ospitava celebrità italiane quali Ugo Tognazzi e Mino Reitano. Queste iniziative dimostrarono la sua capacità di coniugare informazione e spettacolo, creando una programmazione capace di competere con le emergenti televisioni private.

Direttiva alla RSI e eredità post-pensionamento

Nel 1986, la sua carriera raggiunse l’apice con la nomina a direttore della RSI carica che mantenne fino al 1999. In quegli anni, guidò l’emittente attraverso periodi di forte concorrenza, introducendo nuovi palinsesti e modernizzando la struttura organizzativa. Al termine del mandato, Blaser si ritirò riconoscendo il pubblico come protagonista della sua lunga avventura professionale, sottolineando come la televisione fosse strumento di informazione, intrattenimento e riflessione per generazioni.

Dopo il pensionamento, rimase attivo nel mondo dei media e della cultura: fu presidente della Commissione nazionale UNESCO e curò il settimanale Il Caffè. La sua figura è stata oggetto di numerosi documentari e programmi di approfondimento, che hanno permesso di tramandare la sua esperienza a nuove generazioni di giornalisti. La scomparsa di Marco Blaser rappresenta la perdita di una voce che ha definito l’identità della televisione in lingua italiana nella Svizzera italiana, lasciando un’eredità indelebile nel panorama mediatico del Ticino.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.